Saturday, 6 August 2016

Paolina Schiff: born 28th July, 1841, died 6th August, 1926

Paolina Schiff, from 'La Luce del Pensiero'

Today is the 90th anniversary of the death of Paolina Schiff. Although famous and influential during her life, when she died in 1926 aged 85, she appears to have been forgotten by her family. My mother was born just six months after Paolina's death, but then my mother and her parents were living in Gorizia,or possible already in Trieste, and my mother's grandfather, Silvio Schiff, was living in Salò. I suspect that there were possibly no other members of the Schiff family still living in Milano. Paolina had no children, and despite having many brothers and sisters, it seems only her elder brother, Friedrich (Federico) had children, my great grandfather Silvio. Her half brother Wilhelm (Guglielmo) left two daughters, both of whom died unmarried.

Paolina became the first woman university lecturer in Italy, teaching German at the university of Pavia, just 35km south of Milan. She translated works by leading authors, such as Max Nordau, which ran into many editions, and also wrote a novel: "Il Profugo" (The Refugee). The titles of her publications are inspirational, and I shall write another blog about them.


Michael S. Batts: "A History of Histories of German Literature: 1835-1914"



Margherita Heyer-Caput: "Dopo il divorzio",
quoting Paolina SCHIFF, La donna e la legge civile, Milano, Bellini, 1880
Perry Willson: "Women in Twentieth-Century Italy"
In Francesca Brancaleoni: "Claudia Grismondi" (Treccani, "Dizionario Biografico")




She was one of the earliest Italian feminists, fighting for women's rights, whether for working class women, or for women's suffrage. She was was also a leading pacifist, organising conferences in the early years of the 20th century. The entry of Italy into the First World War dashed hopes for the success of pacifism, and the rise of Fascism must have been galling for this active and committed socialist. However, when she died in August, 1926, she received a full obituary in the official gazette for the city of Milan.
On her death Paolina left a legacy of 500 Lire to the "Lorenzo e Teresa' Night Shelter in Milan.
Minutes of the Opera Pia "Lorenzo e Teresa": 25th October, 1926
Paolina has been the subject of intensive research in recent years by Dr Ruth Nattermann, of the University of Munich, who has assisted me tremendously in discovering more about my great great great aunt, Paolina Schiff. Her articles and publications are the fruit of careful research. Paolina Schiff left all her extensive personal papers and correspondence, and her large library, to the City of Milan. Tragically this irreplaceable archive was destroyed when the Castello Sforzesco was bombed during World War II.
Ruth has kindly shared some of her research and discoveries with me, including Paolina's letter of application in 1889 for a teaching post. She has written up some of her research in the publication "Frauen und Frieden", edited by Franziska Dunkel (published by Budrich, 2015). Here is a list of her other publications. Here is an article by Ruth in German: Frauen in der europäischen Friedensbewegung. Die Association Internationale des Femmes (1868–1914) 

Dove nascono le nostre libertà
Uno spettacolo per ricordare (e imparare)

Nello spettacolo “Figlie dell’epoca. Storia di (alcune) donne nella grande guerra” Roberta Biagiarelli racconta il Congresso Internazionale delle Donne dell’Aja del 1915 e le sue protagoniste: Jane Addams, Aletta Jacobs, Rosa Genoni e tutte le altre donne illuminate che oggi come allora ci insegnano l’importanza di esserci, di osare, di fare.

Ed è per questo che Roberta Biagiarelli –con l’aiuto e la collaborazione di Simona Gonella e Gemma Bigi– si è immersa nel loro mondo «per costruire un ponte tra le donne di ieri e quelle di oggi», per recuperare le voci e le idee non solo delle donne che all’Aja c’erano, ma anche di chi, come Paolina Schiff (docente di lingua e letteratura tedesca all’Università di Pavia) partecipa al congresso inviando una lettera perché i suoi 74 anni non le consentono di esserci fisicamente. Ecco cosa scriveva cento anni fa la professoressa Schiff: «L’esclusione delle donne dai grandi problemi dell’umanità è un principio del tutto guerresco e violento. Le donne sono destinate a trasformare, nei loro fratelli uomini, il principio della forza nel principio della ragione. Si può raggiungere questo scopo, con il lavoro dell’intelligenza sostenuto dall’amore».
Ci vuole coraggio per confrontarsi con donne di questo calibro, per provare a imparare dalle loro idee e dalle loro azioni; e a Roberta Biagiarelli il coraggio non è certo mancato: «Quando ho incontrato questa storia mi sono resa conto che dialogare con le donne dell’Aja era importante, perché abbiamo bisogno di nutrirci dello spirito e dell’esempio di chi, come loro, voleva coltivare la pace in tempo di guerra. Le porto in scena perché il loro esempio mi è stato di grande conforto nel mio impegno quotidiano di donna e di artista che vuole provare a cambiare le cose, a fare anche una piccola differenza».

Corriere della Sera, 8 gennaio 2016


You can read her translation into Italian here

Tracciando su «La donna», nel 1884, un profilo dell’attrice, Paolina Schiff osserva: 
Goethe disse in una delle sue pagine: Accoppiate a tutte le attitudini della donna l’energia, e avrete l’eccellenza della creatura. Giacinta Pezzana fa in un dato grado rammentare quel detto. Uditala parecchi anni fa così mi apparve: interpretatrice di sommi concetti, essa a questi infonde vita, perché sente colla sua intelligenza le rivelazioni altrui; essa ne fa la genesi, li incorpora, li crea novamente; il suo calore attira l’uditore nella cerchia sua, lo rende partecipe di quella manifestazione; lo afferra, lo vuole là. Che ciò non sia soltanto potenza d’arte drammatica, di armoniche modulazioni, di plastiche pose, si capisce: è potenza dell’essere. Oggi ancora la Pezzana comprende e rivela le parti, perché scrutina il cuore umano[22]. 
L’attrice diventa psicologa: entra nel personaggio ma ne rimane fuori. E diventa non tanto interprete (nel senso letterale di mediatrice, dal latino inter pretium), quanto “interprete critica”  della tragedia di Legouvé da lei vista non tanto come è in sé – vale a dire, in effetti, un pretesto sotto forma d’opera di buon artigianato - ma attraverso il filtro del suo temperamento e quindi variata, ricreata e mutata in un’altra cosa, in una vera opera d’arte[23]. Negli stessi anni Giovanni Emanuel contesta, benché a dire il vero solo a parole, l’autonomia artistica dell’attore e ne ribadisce la funzione di interprete[24]. Condizionata dall’idea alfieriana in base alla quale il pubblico si può immedesimare in una tragedia di impianto classico che rispetti le tre unità aristoteliche, la Ristori cercava «l’immedesimazione nel personaggio per ottenere una forma di empatia acritica degli spettatori»[25]. A partire all’incirca dal 1876, affrancatasi dall’eredità ristoriana, la Pezzana adotta un modulo recitativo straniante e quasi prebrechtiano che, a metà strada fra statuaria neoclassica e realismo psicologico, crea una distanza critica fra attore e personaggio, costringe a riflettere - impedendone l’immedesimazione passiva nelle vicende rappresentate - spettatori abituati alle “donne mondiali” della Ristori, ai “giganti buoni” di Salvini e agli “innamorati passionali” di Rossi. 
Così la Schiff conclude, con commovente vigore retorico, il suoprofilo
Per lei non esiste la donna convenzionale, ma la donna vera, che essa rintraccia anche sotto il barocco del convenzionalismo, e ciò perché essa è fiera d’esser donna; sprezza e rimanda colla parola e col fatto, chi le vuole imprimere il marchio dell’inferiorità; superbamente domina in lei la dignità di se stessa; ma gentile, riverente anzi, ravvisa le qualità, il bello altrui. […] l’astuzia degli intriganti, degli affaristi lascia fredda la sua fibra d’artista; ciò diventa una stonatura sull’arpa del sentire umano[26]. 
P. Schiff, Giacinta Pezzana, Artista e cittadina, (profilo), in «La donna», 15 settembre 1884.

Giulia Tellini

Medea da Adelaide Ristori a Giacinta Pezzana

Data di pubblicazione su web 13/10/2005



The Modern Language Journal
Vol. 11, No. 5 (Feb., 1927), pp. 331-334

Post Scriptum 23rd January 2017
A few days ago I discovered the whereabout of Paolina's remains. I was sorting out my old papers from the 1970s and found a note from my aunt Luciana which gave details of the grave of Samson Schiff, but also (but this had not made sense to me at the time) indicated that Paolina's remains were cremated and her ashes placed in location 120 of the east wing of the crematorium chapel.




2 comments:

  1. Thanks so much for fascinating insight into yet another talented and unique member of our family. She would have indeed been forgotten if not for your tireless work and thanks to Dr Ruth Nattermann too.

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  2. From the University of Pavia:
    http://prosopografia.unipv.it/docenti/docente/2962/insegnamenti/
    Regards,
    Claudia Bussolino

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